Cambio della guardia


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Sola, nell’ufficio che era appartenuto al suo Comandante, Els van Raven, giovane tenente dei True Hunters, osservava in silenzio la scrivania vuota, al centro dell’ampia stanza in penombra.

Silenzio. Vuoto. Penombra.

Ecco tre cose che in quella stanza non avevano mai trovato posto. Del resto, pensò Els, dal giorno dell’attentato in cui il Comandante aveva perso la vita molte cose erano cambiate. Era ora che iniziasse ad accettarlo e ad andare avanti.

«Signorina Van Raven» una voce alle sue spalle la fece trasalire «Immaginavo che l’avrei trovata qui». Un uomo alto, dalla carnagione olivastra, era fermo vicino alla porta. A Els bastò dare un’occhiata ai suoi abiti eleganti e alla sua aria formale, per etichettarlo come perfetto esemplare di “cane da scrivania”, uno di quei tipi che sono perfettamente a loro agio nei consigli di amministrazione delle grandi multinazionali, ma sono decisamente fuori luogo nel Quartier Generale di un’unità investigativa speciale come i True Hunters.
Lo sguardo poco amichevole di Els non doveva essere sfuggito all’uomo «Oh, non si preoccupi. Non sono qui per tediarla in burocratese» le disse avvicinandosi «Immagino che, per una donna d’azione come lei, quelli come me rappresentino più che altro una perdita di tempo».
«Non volevo essere scortese» rispose lei «Sono solo molto stanca» L’ultima cosa di cui aveva voglia, dopo tutto quello che era accaduto negli ultimi giorni, era una spossante conversazione su chissà quale cavillo di chissà quale caso.
«Come mai mi stava cercando?» Chiese, sforzandosi di sembrare meno infastidita di quanto non fosse in realtà.
«Quello che si dice in giro sul suo pragmatismo è vero quindi… ma, credo che prima di venire al punto siano d’obbligo almeno delle presentazioni. Mi chiamo Lucius Alia» disse lui, tendendole la mano «Le nostre strade si sono già incrociate, alcune riunioni fa» Els gli strinse la mano, mentre cercava invano di ricordare «Mi spiace…»
«…ma lei non si ricorda di me» la interruppe lui «Non mi sorprende, sono un tipo abbastanza comune… al contrario di lei. Ho avuto modo di seguirla attentamente negli ultimi anni» continuò con voce sicura, mentre muoveva con agilità le dita della mano lungo la stecca degli occhiali. Il velo che si era formato sulle lenti fu per Els la prova che il suo interlocutore stava visualizzando alcuni documenti. «Perfetta conoscenza di tutti gli ambiti tutelati dalla legislazione in materia di proprietà intellettuale, ottime competenze tecniche, capacità investigative al di sopra della media. Leggermente deficitaria sull’estroversione… ma…»
Els stava perdendo la pazienza «Possiamo venire al punto, Lucius? Conosco bene il mio curriculum, non ho bisogno del riassunto»

La perentorietà di Els sembrava aver messo a tacere le divagazioni dell’uomo il quale, dopo essersi schiarito la voce avvicinando il pugno alla bocca, le spiegò il vero motivo della sua visita «Signorina Van Raven… alcuni membri del Consiglio, tra cui il sottoscritto, vorrebbero proporre la sua candidatura come Comandante dei True Hunters».

Tra i due calò il silenzio.

Lucius si mosse e andò verso finestra. Osservava la città sotto di loro con le mani incrociate dietro la schiena. Quella postura gli conferiva un’aria grave da uomo d’affari che, pensò Els, gli addiceva molto. «Signorina Van Rav- no, Els… sono tempi duri quelli che viviamo, specialmente in un’organizzazione come la nostra. Le stesse persone che proteggiamo, quelle che tuteliamo… spesso non sono consapevoli dei pericoli generati dalla pirateria e dalla contraffazione.» Si interruppe, come turbato dalle sue stesse parole «Nemmeno le persone che siedono con me in Consiglio sembrano capirlo.» Terminò quasi parlando tra sé e sé.

«Non vedo come io possa esserle d’aiuto, in questo momento»
Lucius ora le era di fronte «Questo momento, come dice lei, necessita di una risposta energica e decisa e alcuni di noi ritengono che questa risposta sia lei. Sono sicuro che anche il nostro rispettato Comandante l’avrebbe voluto.»
Probabilmente era vero. Il Comandante più volte, scherzando con lei, le aveva detto che avrebbe bruciato le tappe, che sarebbe stata il suo naturale successore, l’unica in grado di continuare la sua opera nei True Hunters.
Els non aveva mai preso seriamente in considerazione quell’eventualità: amava il suo lavoro sul campo e non si sentiva ancora pronta a finire dietro una scrivania.
«Lucius, la sua offerta mi lusinga, non lo nego»disse«ma non è una decisione facile da prendere. Mi dia qualche giorno per pensarci» la sua richiesta era ragionevole, ma Lucius replicò con fermezza «Comprendo, la sua esitazione, ma la decisione va presa ora. La squadra ha bisogno di un Comandante».

Els guardò di nuovo la scrivania vuota e si rese conto che era vero.

«Farò quello che va fatto per il bene dei True Hunters. Se il Consiglio ritiene che io sia la persona giusta accetterò… anche se non credo di avere i requisiti di anzianità necessari».

L’espressione tesa di Lucius si trasformò in un sorriso compiaciuto, espressione con la quale si avvicinò all’uscio. Prima di sparire rituffandosi nel dedalo di corridoi del quartiere generale dei True Hunters, l’uomo si congedò con un ultimo commento.
«Signorina Van Raven, si riguardi… e non si preoccupi di nulla: lasci le regole e i requisiti di idoneità a “cani da scrivania” come me».